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The Wife – Vivere nell’ombra


TITOLO ORIGINALE: The Wife
REGISTA: Björn Runge
SCENEGGIATORE: Jane Anderson
PAESE: Usa
ANNO: 2017
DURATA: 100'
ATTORI: Glenn Close, Jonathan Pryce, Christian Slater, Max Irons, Harry Lloyd, Annie Starke
SCENE SENSIBILI: qualche dialogo a sfondo sessuale
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Cosa si prova e si vive, quando, verso la fine della propria carriera si riceve una telefonata nel cuore della notte perché hai vinto il Nobel per la letteratura?

Vivere nell’ombra di un “mito”

Tratto dal romanzo di Meg Wolitzer e scritto da una donna (Jane Ardeson), The Wife – Vivere nell’ombra porta già nel titolo la sua vera forza. Lo spunto è un premio Nobel, ma il principio del film è una donna, una moglie, che vive nell’ombra. La locandina italiana lo sottolinea ancora di più perché utilizza la famosa frase di Virginia Woolf: «Dietro ogni grande uomo c’è una grande donna». Quindi la realtà potrebbe non essere quella che gli altri, lettori devoti, celebranti ossequiosi, conoscono.
La storia ha come protagonisti Joe Castleman (Jonathan Pryce), uno scrittore, e la sua amata moglie Joan (Glenn Close). Joe è sicuro di sé, è vanesio, ama suscitare interesse verso la sua persona. Soprattutto quando ci sono donne giovani e affascinanti che si avvicinano a lui, per lavoro o per venerazione.
Joan, invece, è una bellissima donna, elegante e composta. Osserva la realtà, sorride, è gentile anche con chi sembra voler approfittare della fama del marito per creare un mito o per gettare, almeno così sembra, dell’inutile fango sul suo successo. I due hanno un figlio, David (Max Irons), che vive il complesso del successo paterno e che, soprattutto, non ama il trattamento che il padre riserva ogni tanto alla madre. Un complesso alimentato dal narcisismo dello stesso Castleman che vorrebbe magari un figlio diverso, più forte, meno insicuro. Mentre lui è ogni volta più forte, più sicuro di sé, soprattutto quando tutto – protocolli, cene e servizio fotografico – sembra celebrarlo.
I regali, le pagine, gli incontri, invece, hanno un altro effetto su Joan. Mentre Joe è concentrato sul luccichio del presente, Joan invece è immersa in un’altra dimensione: quella del ricordo, quella di un passato che emerge lentamente. La sua non è una semplice rievocazione, anche se potrebbe sembrare così.
Il passato rivela, infatti, come è nato l’amore per Joe, suo professore di scrittura. E come quell’amore è diventato necessario per la carriera. Di lui, però.
Per questo Joan, nel privato, sorride meno quando è da sola o quando c’è solo il marito al suo fianco, e sa come deve comportarsi alla presenza del figlio. Non ha nessun dubbio, nessun tentennamento se deve giustificare il marito incapace di ricordare il nome di uno dei suoi personaggi. Lo stesso che lo ha reso famoso. La celebrità di Joe non è osannata però da tutti: a Stoccolma c’è anche il giornalista Nathaniel Bone (Christian Slater), odiato da Joe ma rispettato da Joan.

Una storia ben strutturata che si svela fino alla fine

Ha una struttura drammatica perfetta The Wife – Vivere nell’ombra. Calibra bene i flashback e conduce lo spettatore a dubitare di quello che vede, di quello che conosce, a riformulare idee e giudizi. I personaggi piano piano si rivelano, informazione dopo informazione, proprio come avviene in uno spettacolo teatrale (lo conferma anche la passione dello stesso regista che ha scritto due opere per il palcoscenico). La scrittura, talento o lavoro, che determina, in questo film, la relazione d’amore. Chi è Joe, chi è Joan? L’omonimia dei due sottolinea ancora di più le distanze, le complicazioni e quanto dolore, sofferenza può albergare in una donna quando abdica alla sua vita in nome di un ideale. Lo stesso che diventa astratto e futile con il trascorrere degli anni e che nel film rafforza il colpo di scena finale.

Scegliere un film 2019

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