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Zanna Bianca


TITOLO ORIGINALE: Croc-Blanc
REGISTA: Alexandre Espigares
SCENEGGIATORE: Dominique Monfery, Philippe Lioret, Serge Frydman, dal romanzo di Jack London
PAESE: Francia, Lussemburgo, Usa
ANNO: 2017
DURATA: 90'
ATTORI: con la voce narrante di Toni Servillo
SCENE SENSIBILI: nessuna
1 vote, average: 4,00 out of 51 vote, average: 4,00 out of 51 vote, average: 4,00 out of 51 vote, average: 4,00 out of 51 vote, average: 4,00 out of 5

Foreste dello Yukon, fine Ottocento. Un cucciolo di cane lupo e la sua mamma, sopravvissuti ai pericoli della foresta, vengono “adottati” da una tribù di indiani pellerossa, affinché nel tempo i due, tanto selvatici quanto energici, possano diventare buoni e affidabili animali da traino per le loro slitte. Il cucciolo, a cui viene attribuito l’affettuoso nomignolo “Zanna Bianca”, conquista la fiducia del capotribù Castoro Grigio, e fa esperienza di una convivenza possibile, in perfetta armonia, con l’essere umano. Un giorno però il capo- tribù, raggirato dallo spregiudicato “uomo bianco” Smith, è costretto a cedere a quest’ultimo il suo adorato Zanna Bian- ca. Da qui l’esperienza idilliaca di convivenza con gli uomi- ni si interrompe brutalmente: Zanna Bianca viene trasformato in una bestia da combattimento, e avrà modo di conoscere tutti i lati più oscuri dell’essere umano. Ma l’incubo per Zanna Bianca non è destinato a durare per sempre…

Una storia mai vecchia, adatta ad adulti e bambini

La storia di Zanna Bianca, comunque la si racconti, è sempre affascinante, attuale e suggestiva (a questo proposito, sono decisivi la voce narrante fuori campo affidata alle note calde di Toni Servillo, una regia non invasiva ma con una sua personalità, e un’animazione in 2D e 3D davvero ben fatta), nonostante dai suoi esordi ci separino ormai più di cento anni, e la società in cui viviamo sia mutata radicalmente. Non solo, si presta a più livelli di lettura: da quello basico, intellegibile ai bambini, che godono di una storia avventurosa, ambientata in un luogo remoto, gelido, silenzioso, la cui vera protagonista è la natura stessa: a quello metaforico, rivolto a un pubblico più maturo, atto a coglierne i risvolti di maggior critica nei confronti di alcune dinamiche di prepotenza impostate, da sempre, dall’essere umano nei confronti di chi è più debole. Qual è il vero branco, sembra chiedersi Jack London tra le pieghe della storia: quello composto dai lupi, esseri viventi pericolosi, aggressivi, ma dotati del solo istinto di sopravvivenza, o quello degli uomini, esseri razionali, e che pure spesso agiscono come bestie, imitandosi l’un l’altro senza scrupoli di coscienza, e facendo leva sugli istinti più biechi?

Il potere di saper accettare l’altro senza cambiarne la natura

Fortunatamente però l’essere umano non è solo questo, e Zanna Bianca, oltre all’affetto della sua tribù “adottiva”, conoscerà anche quello di una nuova famiglia, una giovane coppia a cui farà da cane da guardia per qualche tempo, quasi a voler dire che, a rendere possibile l’armonia tra l’uomo e l’animale non è soltanto la non contaminazione di un luogo, ma soprattutto di uno sguardo. Laddove l’essere umano sia disposto ad accettare la “belva” per quello che è, senza la pretesa di accentuarne la sua natura aggressiva né di snaturarla completamente, Zanna Bianca si sente a casa. E forse lì, con la sua nuova famiglia, sarebbe rimasto, se non avesse un giorno, ritornando nei suoi luoghi di origine, avvertito il richiamo della foresta. Ma questa, tutto sommato, è un’altra storia.

Scegliere un film 2019

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