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Zootropolis 2


TITOLO ORIGINALE: Zootopia 2
REGISTA: Jared Bush e Byron Howard
SCENEGGIATORE: Jared Bush
PAESE: USA
ANNO: 2025
DURATA: 107'
ATTORI: con le voci di Ginnifer Goodwin, Jason Bateman, Ke Huy Quan e Fortune Feimster
SCENE SENSIBILI: Nessuna
1 vote, average: 5,00 out of 51 vote, average: 5,00 out of 51 vote, average: 5,00 out of 51 vote, average: 5,00 out of 51 vote, average: 5,00 out of 5

Nick e Judy hanno appena iniziato a fare coppia come agenti della polizia di Zootropolis e devono dimostrare di poter collaborare positivamente, nonostante le divergenze caratteriali e di vedute difficilmente appianabili. Tra una seduta e l’altra della terapia di gruppo a cui sono costretti e partecipare, durante un’operazione della polizia contro un formichiere contrabbandiere, Judy trova tracce di serpente (a Zootropolis non ci sono rettili, o almeno così si pensa) e costringe Nick a mettersi insieme a lei alla ricerca della misteriosa vipera, scontrandosi però con la corruzione dilagante ma soprattutto con la potente famiglia Linxley, i cui membri sono discendenti diretti del fondatore della città. Le spietate linci sono infatti custodi di un segreto che, se svelato, potrebbe cambiare per sempre il destino della metropoli…

 

Paradiso terrestre?

Nel mondo creato dagli autori (su tutti, i due registi Byron Howard e Jared Bush che hanno firmato rispettivamente regia e sceneggiatura anche nel primo film) Zootropolis è una sorta di Eden fondato sull’utopia (per l’appunto in lingua originale si chiama Zootopia) che sia possibile la convivenza pacifica tra prede e predatori, anche provenienti da habitat diversi – grazie alle titaniche barriere climatiche che isolano le quattro macro zone che circondano la città – e che in quel posto ognuno possa realizzare i propri sogni e diventare ciò che vuole. La perfezione di facciata di questa terra promessa per mammiferi (in effetti non ci sono rettili né uccelli a Zootropolis: qualcuno ci aveva fatto caso nell’altro film??) viene però scalfita e messa in discussione già nel primo episodio dove si scopriva che le tensioni latenti tra carnivori ed erbivori non erano superate ma solo sopite e pronte ad esplodere.

Anche in questo film, a far vacillare le certezze ed il buon nome della città, ci pensa la solita Judy, coniglietta combattiva ma insicura perché ancora dipendente dal giudizio altrui, sempre in dovere di dimostrare qualcosa al mondo e a sé stessa. Questa volta però al posto di un io c’è un noi, e dove c’era un 1 c’è un 2 (non solo nel titolo del film…) perché non è più con se stessa e con la propria identità che deve fare i conti, bensì con la volpe Nick, il suo nuovo socio tra le file della polizia. Il buon esito del loro rapporto sembra una vera mission impossible.

 

Il coniglio e la volpe

I due in effetti sembrano davvero una coppia male assortita, per specie animale e anche per carattere: lui è quello che si suol dire una “vecchia volpe”, per l’appunto, astuto e navigato ma amareggiato e disilluso dalla vita, che antepone la sopravvivenza a qualsiasi altro valore. Lei invece è ambiziosa ed idealista, in cerca di qualche ingiustizia da combattere ma anche della gloria personale. Come è facile immaginare, l’accostamento tra queste personalità è esplosivo e anche foriero di una serie infinita di conflitti tra i due, che si confrontano solo per accusarsi, litigare e scaricarsi a vicenda le colpe per i pericoli in cui si cacciano ogni volta.

 

Problemi secondari

C’è da dire che anche lo schema narrativo è più o meno lo stesso del primo film, del resto trattandosi di poliziotti la struttura non poteva che rifarsi a quella del genere giallo: c’è infatti un mistero da risolvere – quello dei serpenti che vivono segregati e ghettizzati insieme agli altri rettili – un’indagine da svolgere e finalmente un’ingiustizia da riparare, per rendere questo mondo popolato da animali un po’ migliore di come era prima.

Ciò che sicuramente cambia è invece la posta in gioco, che come già detto si sposta sulla dimensione relazionale, ed il tema, che sembra rispondere alla domanda: esiste davvero qualcosa di più grande per cui valga la pena di morire? La risposta, positiva, arriva nel finale quando finalmente il cinico Nick mette in pericolo la propria vita per salvare quella della sua Judy. E allora tutti i problemi, i dubbi e i litigi andati in scena fino a quel punto – in cui ci si è interrogati se le differenze tra “compagni” siano un handicap nei rapporti piuttosto che punti di forza da valorizzare – vengono relativizzati, passando decisamente in secondo piano rispetto ad un amore così grande.

 

Gabriele Cheli

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